VII - Il Carro
Caterina Perezzani
Musica di Vincenzo Marco Battista

Spinto da un impulso irrefrenabile, parto e scopro il potere dell’intenzione. Viaggio nel tempo senza mai uscire dall’attimo. Sono l’origine di tutti i guerrieri, dei campioni, degli eroi, di ogni capacità di sopportazione e di ogni coraggio. Non ho bisogno di redini per guidare i miei cavalli alati perché sono maestro di me stesso. Trasformo ogni fallimento in un nuovo punto di partenza.
L’Arcano VII, pur evocando equilibrio e nobile virilità, può suggerire anche un significato più inquieto legato al movimento di cavalli sospesi tra spinta e fuga.
Che cosa li spinge? Vanno verso qualcosa o piuttosto fuggono da qualcosa?
Il riferimento alla mitologia nordica, con i cavalli che trainano i carri del sole e della luna inseguiti da lupi, introduce l’idea di un’energia non del tutto controllabile, di un’energia che può disperdersi. L’opera mette così in discussione la stabilità apparente dell’arcano, evidenziando tensione interna e il carattere dinamico e incerto del movimento. Quest’opera è nata nell’ambito del Laboratorio artistico “La stanza di Afrodite” dello scultore Mario Pavesi.
POETICA ARTISTICA
Caterina Perezzani ama toccare la materia e poterlo fare anche dopo che l’opera è conclusa. Utilizzando l’argilla, il feltro ad ago e altri materiali, le piace riprodurre animali, soprattutto quelli più bizzarri e originali ma anche inventarne di nuovi. Vuole che ogni suo lavoro sia vivo, sembri sul punto di respirare.


