XIII - La Senza Nome
Lorenzo Criscuoli
Musica di Bianca Zappettini

Non ho più bisogno di mostrare il nome che mi ha dato l’Imperatore: mi spoglio di tutti i personaggi che ho indossato, taglio i rami secchi per arrivare alla linfa, taglio i legami che mi ostacolano nel cammino, le maschere diventano terra fertile per nuovi inizi. Se non c’è fine, non c’è inizio, solo putrescenza. Sono l’Araba Fenice, la crisalide che si fa farfalla, la Trasformazione.
L’Arcano XIII, “La Senza Nome” o “La Morte”, rappresenta la trasformazione inevitabile: la fine di una condizione fragile e l’apertura a nuove possibilità di rinascita.
Simboleggia un equilibrio instabile tra conclusione e rinnovamento, non è un gesto crudele, ma necessario. E’ un ciclo che si chiude mentre un altro, ancora invisibile, prende forma sotto la superficie. Ogni chiusura contiene il potenziale di un nuovo inizio.
POETICA ARTISTICA
Storie, sogni e speranze: ecco cosa ci appare quando guardiamo le opere di Lorenzo Criscuoli. In microcosmi, i personaggi ci osservano stupiti, come burattini pronti a fare il proprio numero teatrale. Ognuno recita una parte, che rappresenta un momento della vita, da idee brillanti ad attimi di sconforto, fino a bizzarre situazioni vissute o sognate.


