XVIII - La Luna
Alberto Artioli
Musica di Alessandro Pelullo

Principio femminile dell’acqua, sono il sogno, del desiderio di chi esplora nuovi mondi oltrepassando le Colonne d’Ercole. Sono il mistero da cui trae origine ogni conoscenza. Nella notte, la mia luce riflessa ammorbidisce i contorni di qualunque forma rigida. Sono il confine fra illusione e chiaroveggenza, ma al mio chiarore l’angelo è angelo, la belva è belva, il pazzo è pazzo, il santo è santo. Sono lo specchio universale, chiunque può vedersi in me.
Dal fruscio lieve di un mazzo che si sfoglia, la carta della Luna emerge lentamente, affiora come un segreto che ha atteso il momento giusto per essere rivelato. Rappresenta il mondo dell’inconscio e delle illusioni, è il simbolo delle emozioni profonde, dei sogni, delle paure nascoste. Il sentiero che illumina è un percorso interiore, le torri il confine tra conscio ed inconscio. Due guardiani controllano il passaggio. Il lupo, il cane, la doppia natura dell’uomo, quella selvaggia e istintiva, quella addomesticata e razionale. Dall’acqua emerge il gambero, simbolo delle emozioni e dei ricordi che affiorano.
La Luna non ha occhi eppure osserva, non parla ad alta voce, ma sussurra. Racconta di sogni, di paure che prendono forma quando la ragione si ritira.
Il mazzo si richiude, ma la Luna rimane lì, come un pensiero che non può essere ignorato. Invita a camminare nel buio e ad ascoltare il battito interiore, a distinguere tra ombra e presagio. Non promette chiarezza, promette invece un VIAGGIO.
Sfogliando di nuovo il mazzo la luna non cambierà volto, ma resterà fedele alla sua essenza, la soglia tra ciò che si sogna e ciò che si diventa.
POETICA ARTISTICA
Nel silenzio che precede ogni creazione esiste un luogo invisibile fatto di intuizioni, ricordi e desideri. È lì che Alberto Artioli opera attraverso la scultura, la pittura, il design e la fotografia. L’arte, che in tutte le sue forme, diventa un linguaggio capace di dare corpo e immagine a ciò che ancora non ha un nome. Così come col design immagina il futuro, con la pittura e la scultura apre finestre interiori su spazi in cui la realtà si dissolve lasciando credito all’illusione dando peso e volume al pensiero. Con la fotografia, catturando l’istante, trasforma la memoria inimmagine. Strade diverse per raggiungere lo stesso obiettivo, linguaggi che raccontano il bisogno di vedere oltre ciò che esiste dando forma all’invisibile, avvicinare i luoghi e accomunare gli incontri, fino a trasformare, sogno e immaginazione, in qualcosa che possa essere condiviso.


