XXII - Il Matto
Federico Aprile
Musica di Vincenzo Marco Battista

Seguimi! Sono il viandante che non ha sosta. So chi sono, non so dove sono diretto, ma ogni mio passo è una meta raggiunta, ogni moto l’eterna immersione nell’abisso dove, in ogni istante, ricreo la mia esistenza. Sono il pi greco- Π, inizio e fine, dissoluzione e rinascita. A ogni giro ricomincio da capo … e mi metto il cappello del Bagatto.
L’Arcano XXII, il Matto, è rappresentato come figura di libertà assoluta e apertura all’ignoto.
L’opera in ceramica, pensata per accogliere acqua piovana, si integra con l’ambiente e ne diventa parte viva: luce, ombra e suono trasformano la scultura in un organismo sensibile al tempo e agli eventi naturali.
La figura umana assume una dimensione mistica e contemplativa, simbolo di distacco dalle convenzioni e di ricerca interiore. Il Matto diventa così emblema di permeabilità, trapasso e continuo dialogo con l’imprevedibile del vivere.
POETICA ARTISTICA
Nell’opera di Federico Aprile si delineano forme che spostano l’attenzione dalla fisicità contingente a dinamiche che diventano pulsioni intellettive e spirituali. La figura dell’uomo assume una connotazione mistica e contemplativa, che sollecita una riflessione sull’essenza della vita e sull’umanità. Nell’opera “Matto” la figura rappresenta la ricerca della libertà assoluta, l’abbandono delle regole e delle convenzioni sociali, l’attrazione per l’ignoto.


